Vincitori Open Call per Curatori

ACME ART LAB Alessia Belotti (1996, Seriate – BG) – Melania Raimondi (1994, Brescia) – Camilla Remondina (1995, Brescia)

Espositore: IAGA Contemporary Art – Cluj-Napoca, Romania

Titolo Progetto: The Coketown Effect. 

Artisti: Liviu Bulea e Oana Maria Pop

Sinossi: The Coketown Effect parla degli effetti dell’eccessiva industrializzazione riflettendo sulle condizioni sociali, economiche e politiche della Romania contemporanea e più in generale dell’Est Europa. Come nella Coketown di Dickens, la città annulla l’identità individuale favorendo una crescente generalizzazione e disuguaglianze socio-economiche.  

 

Gisselle Girón Casas (1992, Lima – Perù)

Espositore: Persona Curada – Parigi, Francia

Titolo Progetto:: Ai miz yu

Artisti: Marisabel Arias, Sofía Salazar Rosales, Ingrid Pumayalla

Sinossi: Ai miz yu è un progetto innovativo che coinvolge tre (giovani donne) artiste latinoamericane emergenti, con opere di installazione, ceramiche e oggetti ready made. Nel loro insieme le opere portano una visione sfumata delle dinamiche dello spostamento attraverso la creazione di rituali che utilizzano un linguaggio materico complesso di oggetti come indici di affetto. 

 

Tatiana Chernomordova (1997, San Pietroburgo – Russia)

Espositore: YABA – Young Adult Bastard Artists Art Gallery – San Pietroburgo, Russia

Titolo Progetto: Seance in the night

Artisti: Greht, Stasia Grishina, Daniil Vasiliev

Sinossi: Il progetto dei giovani artisti russi rappresenta un caleidoscopio di rituali e capricci magici che aprono le porte del mondo notturno popolato di creature misteriose. Il loro sussurro incanta e affascina nel brulicante crepuscolo, dove l’opportunità di vedere l’arte si trasforma in un’esperienza mistica.

 

Angela La Rosa (1996, Milano) – Deborah Maggiolo (1996, Milano)

Espositore: Candy Snake Gallery – Milano, Italia

Titolo Progetto: Against Domesticity: Making Room for the Inappropriate/d Other

Artisti: Matteo Gatti e Naomi Gilon

Sinossi: Riflettendo sui concetti di domesticità e domesticazione e sui paradossi di “normalità” e “mostruosità”, il progetto installativo mette in scena la narrazione fantastica di un avvenire differente. Dando corpo a un ambiente domestico ipotetico, le opere di Matteo Gatti e Naomi Gilon suggeriscono una coabitazione eccentrica e inclusiva, un ecosistema relazionale dove l’Alterità “mostruosa” si riscopre parte costitutiva dell’identità stessa.

 

Carlotta Assalto (1998, Torino)

Espositore: Dr Fake Cabinet – Torino, Italia

Titolo Progetto: Drawing borders. A mosaic with three characters

Artisti: Halima Hanafi

Sinossi: Questo progetto mira a comunicare visivamente, attraverso la tecnica del mosaico arabescato, minacce e opportunità legate alla gestione delle frontiere. Sono suggerite come potenziali aree di contaminazione, creazione di valore e catalizzatori di unità. La riflessione comprende tre strati, ovvero The Pangea, The World e The City, che comunicano continuamente tra di loro in quanto entrambi hanno origine e generano la stessa forma, la stella a otto punte.

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